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morenobucciviareggio
9 maggio 2016

Desolante "Giornata dell'Europa"

Dopo la bocciatura del Trattato costituzionaleeuropeo, tutti hanno finto che non fosse successo niente. Gli stati eranorestii a cedere ulteriori poteri sovrani per costituire in Europa una basepolitica unitaria, in grado di dar vita a qualcosa che sapesse di statofederale. Si credeva di poter  continuare come se nullafosse.

Così non è stato e le scelte successive sono stateaddirittura più devastanti. Se si lavora su problemi di piccolo cabotaggio nonsi riesce a capire quello di più ampio, e più pericoloso, accade intorno a noi.All’Unione europea è successo proprio questo.

La prima scossa, successiva alla bocciatura delTrattato costituzionale, fu la crisi dei “sub prime”. La sua potenza è stata micidiale,ma in Europa, la miope Europa di destra, non si volle capirne il  potenziale distruttivo.

Nella difesa del proprio “particulare” furono compiutedue scelte scellerate: la prima, quella di rifiutare il sistema degli“eurobonds”, per la paura – anche comprensibile nello scenario dell’Unionesenza guida politica unitaria – di dover “pagare per gli altri”, la seconda –sulla scorta di interessi bancari e finanziari – fu quella di non volersostenere la crisi della Grecia, quando sarebbero bastati pochi miliardi dieuro per tappare la falla di quel debito.

Tutto questo è accaduto avendo come sostrato dipolitica economica l’austerità e il pareggio di bilancio, effettivo etendenziale.

La conseguenza di tutto ciò è stata quella di portarealla prostrazione molti stati membri, tesi a dare soluzioni interne inadeguate,provocando un generale passo indietro nelle virtù attese dall’essere Unioneeuropea. Venne meno il tradizionale consenso, acquisito nel tempo, all’idea diEuropa unita e rispuntarono movimenti e sentimenti nazionalistici, del restomai completamente sopiti.

La seconda scossa, più lacerante ancora, è stato ilflusso dei profughi e dei migranti dal Medio oriente e dall’Africa. Quello cheper trent’anni era stato uno stillicidio di arrivi, di entità tutto sommatosopportabili per la società europea, si è manifestato con virulenza dopo la“fuga dalla Siria”. L'enorme numero dei migranti ha provocato un cambiamento diprospettiva nel campo dell’accoglienza.

L’Unione, senza un governo centrale, ha collassato. Lastessa iniziativa della Merkel, a favore dell’accoglienza, poi costretta a faremarcia indietro, ha destabilizzato ancor più il campo. Ogni paese ha visto leconseguenze al proprio interno e, nell’opinione pubblica, sono emerse tutte lepaure possibili ed immaginabili.

Non va dimenticato che i popoli d’Europa hanno semprepraticato esperienze di guerra, di sottomissione dei popoli, di assimilazione,di distruzione. La formazione degli imperi (e dell’imperialismo) è cosa nostra,in Europa: Spagna, Francia, Portogallo, Inghilterra, Olanda, Belgio, Germania,Italia (l’impero da noi fu declamato proprio, come oggi, 80 anni fa).

Dopo la seconda guerra mondiale, vinta dalledemocrazie sul nazi-fascismo, c’è stata una lunga stagione nella quale si èesercitato – con qualche eccezione – il rispetto dei diritti umani e lacondanna delle pratiche dell’olocausto.

La memoria è un esercizio di virtù; venendo meno levirtù, nessuno può impedire il ritorno a pratiche condannate di annientamentodi popoli nemici o ritenuti inferiori.

Negli stati dell’Unione c’è stato il ritorno di fiammadel nazionalismo, quasi sempre basato sulla paura dell’altro. Ha avuto buonafortuna proprio in seguito alla pratica politica di mantenere la sovranitàdegli stati ed al rifiuto di costruire un’Europa come stato federale.

Il cammino dell’Unione è veramente molto difficile ela prospettiva di smembramento è palese.

Come uscirne?

L’Unione a 28 non ha più alcun senso. Il Regno Unitodeve decidersi se restare o andarsene. Speriamo che decida di restare, poichéquesto potrebbe aprire nuove vie per stare insieme. Ma specialmente se uscissele nuove vie sono indispensabili. Si è sempre discettato sull’Europa a piùvelocità, ma più per non affrontare i problemi che per risolverli.

C’è un nucleo di paesi , nell’UE, che potrebberodecidere di agire per uno stato federale, mettendo risorse e debiti a comune.Dal Mediterraneo al Mar del Nord ci sono Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Beneluxe Germania, che potrebbero essere il nucleo fondamentale per condividere un’opzionedel genere, avviandosi celermente a costituire gli Stati Uniti d’Europa. Glialtri potrebbero, per ora, restare in ”fascia B”, in una sorta di areaunionista, come quella oggi in vigore.

Non è certo facile. Ma, come si sa “audaces fortunaiuvat”.

Per ora registriamo, come unica buona nuova, l’elezionedi Sadiq Khan a sindaco di Londra.

 


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